Verso i Palù
o Val Bone
minacciati di estinzione
I
“Sono luoghi freddi, vergini, che
allontanano
la mano dell’uomo” – dice un uomo
triste; eppure egli è assorto, assunto in essi.
Intrecci d’acque e desideri
d’arborescenze pure,
dòmino di misteri
cadenti consecutivamente in se stessi
attirati nel folto del finire
senza fine, senza fine avventure.
II
Scioglilingua per ogni
specie dei verdi, sogni
d’acque ben circuite e circuenti
con altezze d’inflorescenze
leggere fin quasi all’invisibile –
verdi intenti a conoscenze
impossibili, ventilate
dalle raggiere radianze dell’estate.
III
Specchi di Lete
qui riposanti in se stessi
tra mille fratelli e sorelle,
specchi del verde
ad accoglierli attenti
fino a disfarsi in scintille
a crescere in cerchi d’arborescenze
per tocchi
di venti,
di trepidi occhi.
- Pan
dove sei?
- Si.
IV
Fulgore e fumo, più che palustre
verde,
acqua nel verde persino frigida,
fa ch’io t’interroghi
ripetutamente, perché
nel tuo silenzio si aggira letizia
